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Stai leggendo: "Il bambino buio - Nerezza 4" di Quinto Moro

4. Pronti all’azione
 

Mary fermò l’auto al semaforo verde. Poche luci accese tra le mura sfuggenti dei palazzi. Parcheggi gremiti ai lati della strada e nessun’automobile in movimento. Abbassò il finestrino prendendosi in faccia una sferzata d’aria umida. Non pioveva più. Il vento trasportava qualche goccia ritardataria. Nessun segno di vita. Mary sporse la testa dal finestrino. I contorni dell’auto erano tornati visibili.

“Scendi dalla macchina e fai la tua magia”

Entusiasta, il bimbo schizzò fuori dall’auto e cominciò a rullare sul cofano come un tamburo.

“Abracabuio! Vieni notte stronza”

“Linguaggio!”

Il bimbo cacciò una risata e prese a correre intorno all’auto, pasticciando di nero le fiancate col fluido delle mani. Mentre il parabrezza e i finestrini si annerivano, Mary tastò sotto il sedile in cerca di una bottiglia con abbastanza coraggio liquido. Trovò solo una bottiglietta di limoncello con due dita di liquore sul fondo. Avrebbe voluto bere di più, c’era sempre la bottiglia nel bagagliaio ma non osava uscire mentre il bimbo spruzzava la sua robaccia nera. Lo sentì saltellare sul tettuccio e picchiettare qua e là. L’auto era ormai completamente fusa con l’oscurità della notte. Non vide il bimbo rientrare nell’abitacolo ma sentiva che lui c’era. Percepì uno spostamento d’aria e un rumore sordo.

“Sei risalito in macchina?”

“Sì, mamy”

Mary accese la luce sul tettuccio. Il parabrezza e i finestrini erano completamente neri.

“Invisibilità perfetta?”

“A prova di spia”

“Giuro che la prossima macchina la compro nera”

“Ma non hai soldi da spendere in una macchina nuova”

“Già. La strada era libera?”

“Tutto buio, e il semaforo è appena ridiventato verde, muoviti muoviti!”

“Sperdiamo di non incrociare nessuno, se ci sbattono addosso addio alla copertura”

“E tu non hai soldi da spendere con un meccanico” fece il bimbo come a ripetere una cantilena sentita mille volte. “Siamo vicini? Dov’è casa di nonna?”

Mary azionò il tergicristallo, un solo movimento per tenere la carreggiava. Distingueva a malapena le sagome delle case.

“Da quella parte” indicò sulla destra “siamo quasi arrivati”

“E se nonna riesce a scappare?”

“Intanto non avrà più un posto dove andare. Così saprà cosa si prova”

“Ma lei brucerà insieme alla casa?”

“Che c’è? Ti fai gli scrupoli adesso?”

“No” rispose lui in fretta “cosa sono gli scrupoli”

“Qualcosa che tua nonna non ha mai avuto. Ma se non vuoi più fare questa cosa dimmelo e torniamo subito a casa.”

“No! Voglio farlo, ma lei lo saprà che siamo stati noi?”

“Se muore ne dubito”

“E allora a cosa serve?”

Mary si volse a guardare quell’ammasso di nero magma con una sensazione stupore mista a paura. La domanda del bimbo era giusta, l’unica sensata. La vecchia avrebbe dovuto sapere chi le dava la morte.

“Macchissenemporta” disse Mary in un sospiro. “Vorresti che lei sapesse che siamo stati noi?”

“Certo”

“Ma lo saprà, vedrai. Glielo diranno all’Inferno”

“Si va all’Inferno se si muore bruciati?”

“Ma no” disse Mary “non c’entra come muori, se ti ha bruciato il fuoco o se sei caduto dalle scale. Quando ci arriverà tua nonna, e vedranno che siamo stati noi, due domande se le faranno sul perché sia successo. Allora decideranno se merita più lei d’andare all’Inferno, o noi, o tutti e tre. Se decideranno che lei non se lo merita la spediranno in Paradiso, in quel caso vorrà dire che di martiri e sante puttane ce ne stanno a bizzeffe ed è una fogna da cui stare alla larga. Se invece la cacceranno dove si merita, poi bisognerà vedere dove metteranno noi.”

“All’Inferno lo sanno che siamo stati noi?”

“Si”

“Non lo dicono a nessuno?”

“A nessuno, nemmeno a tua nonna”

“Hai detto che glielo dicevano”

“Si ma fra tanto, tanto tempo. All’inferno lei chiederà tutti i giorni: chi è stato a farmi questo? Chi è stato a farmi questo? E loro non glielo diranno. Poi un giorno, dopo tanti anni, prenderanno la videocassetta dove ci siamo io e te che appicchiamo il fuoco, così lo saprà. Saprà chi è stato e perché”

“E noi dove saremo?”

“Chi lo sa” disse Mary “dipende da quanto ci va male.”

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