• Quinto Moro su FB

19. Il patto

India se ne stava inginocchiata davanti alla grande finestra dell’orbiter, il sole rischiarava appena il profilo della Terra e giungeva a scaldare il suo volto pallido e smunto. Hadrian le sedeva accanto tenendole una mano sulla spalla.

Il portello si aprì e Ash fece la sua comparsa, seguito da Trinity e Rhino.

“Abbiamo fatto tutti i controlli possibili” disse Rhino “ma non credo che il problema fosse nel baccello. Comunque l’abbiamo sostituito”

“E non è dipeso dal Warframe” disse Trinity “queste disconnessioni che hai avvertito non sono problemi meccanici”

“E’ il Void” disse India guardandosi le mani. Lo sentiva, qualcosa era mutato nel suo corpo, dall’interno. L’energia del Void aveva reso i Tenno ciò che erano: quando secoli prima gli Orokin avevano condotto centinaia di bambini entro i più violenti vortici di quell’angolo di spazio estraneo ad ogni legge fisica conosciuta, molti erano morti, consumati dalla corrente del Void, in altri però la corrente permaneva e si legava stabilmente alle reazioni biochimiche del corpo, agli impulsi elettrici del sistema nervoso. Come linfa, il Void stesso scorreva attraverso loro in un flusso costante, con la sola volontà a far da diga. Così erano nati i Tenno, benché loro stessi conoscessero ben poco di quanto gli era accaduto e non avessero più controllo su quell’energia di quanto non ne avessero sul sangue nelle loro vene. Per incanalare quel potere gli Orokin avevano progettato i Warframe, trovando nei baccelli di Trasferenza la simbiosi perfetta tra uomo e macchina. Ma restava sempre qualcosa di oscuro su ciò che legava ogni bambino alla sua macchina, e proprio come i Grineer che per sopravvivere dovevano riassemblare se stessi, i Tenno potevano solo rimasticare la vecchia tecnologia, incapaci di comprendere fino in fondo come e perché funzionava. Dopotutto non avevano che pochi anni e conoscenze limitate di fronte a qualcosa che aveva richiesto decenni di sforzi per un impero dalle possibilità pressoché illimitate.

“Dovremmo portarti da Nyx” disse Hadrian.

“Sono stata a trovarla” disse Trinity “giusto prima dell’Adunata. Non credo che ti sarebbe d’aiuto, ho paura che stia impazzendo lì da sola”

“E’ sempre stata matta” disse Rhino.

“Ne verrò a capo” disse India “tornare sulle Piane mi farà bene”

“Forse il problema è proprio nelle Piane.” La voce era quella di Vauban, si stava creando un denso gruppo intorno alla piccola India a cui tutti quegli sguardi puntati aumentavano il fastidio già acuto del suo malessere. “Quando hai aiutato Excalibur sei rimasta esposta alle radiazioni degli Eidolon per tutta la notte, e quando avete raggiunto l’orbiter siete entrati in un cono d’ombra. Se come dice Hadrian la radiazione solare inibisce quella degli Eidolon, il buio e la lontananza dalla Terra potrebbero averti causato un disturbo”

“Sciocchezze” disse India “sono già trascorse un paio di notti e non sono stata più male”

“Ma sono passati solo pochi giorni” fece Hadrian.

“E c’è la gravità” disse Trinity “anche se la tua Ivara non soffre le variazioni di gravità, il tuo corpo sì. L’equilibrio elettrolitico cambia nello spazio, ed anche la pressione dell’orbiter rispetto all’aria della Terra”

“Mi sembra di essere circondata dai dottori” sbottò India “volete anche sezionarmi?”

Benché i ricordi dell’infanzia pre-sonno fossero assai sfuggenti, India ricordava le angosciose sensazioni degli esami cui i l’avevano sottoposta gli scienziati Orokin prima e dopo il ritorno dal Void. Tutti i Tenno c’erano passati, e chi ricordava anche solo un po’ di quelle angosce non faticava ad immedesimarsi nel disagio di India. Il gruppetto si disperse, non prima che Vauban gli facesse un gesto d’intesa.

Hadrian riprese il controllo di Hydroid e si fece avanti: “di che si tratta?”

“Un patto” disse Vauban, e allungò la mano sulla spalla di India “che riguarda tutti, ma tu devi tornare sulla Terra e venire a capo di questi guai con la Trasferenza. Non possiamo più permetterci di perdere qualcuno, né di restare divisi. Equinox verrà con te, nessuno meglio di lei dovrebbe comprendere cosa succede sulle Piane al cambio della luce e delle radiazioni. Resterete con gli Ostron per qualche giorno, nel frattempo speriamo di convincere anche Nyx a raggiungevi”

“Il patto” fece India “di che si tratta?”

“Un cambio di rotta”

“Non fare lo stronzo misterioso con me Viktor, parla chiaro altrimenti Trasferenza o no ti pianto una freccia un quell’elmo da fricchettone”

“Niente più stronzate” disse Vauban “niente più Clan ed esiliati. Il passato è passato. Tutti gli esiliati possono considerarsi reintegrati nel Clan”

“Non ci avete esiliati voi, ci siamo esiliati da soli” disse India che sorretta dalla sua grinta riacquistava colorito e vigore nella voce.

“Ti ho ripetuto le parole di Frost. Non m’interessa come volete pensarla ma i motivi delle divisioni non ci sono più: Lotus se n’è andata, non dobbiamo più seguire ordini che non capiamo o non condividiamo, dobbiamo agire solo per il nostro bene, ed è qualcosa che gli esuli hanno fatto per primi, perciò dovremmo essere tutti d’accordo. E questo è il patto: collaboriamo un’ultima volta da squadra, dando fondo a tutte le nostre forze per dare la caccia allo Stalker”

India tornò ad impallidire. La superficie acquosa del torso di Hydroid fu percorsa da un tremore come di pioggia in uno stagno.

“Tutti insieme, battiamo il Sistema Solare da Mercurio fino a Sedna se necessario”

“Non si può dare la caccia allo Stalker” disse India “è lui che dà la caccia a noi. Se ci fosse stato un modo lo avremmo già trovato”

“Non lo abbiamo mai cercato” disse Vauban “solo sperato che non toccasse a noi incontrarlo”

“E da dove vorresti cominciare?”

“Qualcosa mi verrà in mente, ho un paio di idee”

“Dovevamo pensarci finché avevamo ancora Mag” disse Rhino “perché era l’unica in grado di scacciarlo”

“Anche le frecce del mio arco possono farlo” disse India “ma non cambierebbe nulla: messo alle strette scomparirebbe nel nulla come al solito”

“E poi” fece Hydroid “tra Mag scomparsa e i malfunzionamenti di Ivara, non ci sono altri Warframe con abilità in grado di ferirlo, sempre che sia possibile”

Ash, che finora era rimasto in silenzio, si fece avanti. “Uno c’è” disse “ma dovremo addestrarlo.”

 

Excalibur se ne stava seduto in un angolo, osservando gli altri Warframe che confabulavano tra loro. C’era stata grande animosità intorno ad Ash e Frost che alla fine s’erano stretti la mano ed Ash, che tra tutti aveva l’aspetto meno rassicurante con quel suo elmo glabro e le mani dai lunghi artigli, s’era avvicinato a lui dicendo che l’avrebbe preso con sé.

I pensieri di Excalibur non si erano schiariti col passare dei giorni come sperava. Anche se in effetti non ne erano trascorsi molti dal risveglio, faceva fatica a misurare il tempo e ancor di più a comprendere quanto lo circondava. Vauban, troppo occupato coi suoi affari, non gli aveva dedicato un minuto mentre il più loquace Oberon parlava di cose che faticava a capire. Così all’avvicinarsi di Hydroid gli parve di rivedere un vecchissimo amico, che tuttavia non si sprecò in grandi discorsi: gli diede una rapida pacca sulla spalla e gli ordinò di seguirlo.

“Voglio sapere prima cosa sta succedendo” si oppose Excalibur.

“Stiamo solo andando a dare la caccia al più pericoloso assassino di Tenno del Sistema Solare” rispose Hydroid “e per farlo ci serve la tua spada”.

 

A poco a poco l’orbiter si svuotava e le navette cominciavano a disperdersi. Viktor Vauban seguiva le scie in allontanamento dall’osservatorio di prua.

“Sei preoccupato?” Tris gli si fece accanto, ma quando Saryn apparve sulla soglia tornò a distanza.

Shani uscì da Saryn e andò ad abbracciare il suo Viktor. Benché ancora acerba, il suo corpo cominciava a mostrare i segni dell’adolescenza incalzante, e Viktor si stupiva ogni volta di più di quanto Shani stesse sviluppando una curiosa somiglianza fisica col suo Warframe. Era alta, forse la più alta tra le ragazze Tenno, le curve cominciavano a modellare una femminilità prorompente e con quel suo bel viso allungato, i capelli rossi e gli occhi grandi dalle iridi d’un viola intenso sarebbe diventata certamente una donna splendida. Il carattere volitivo e quella sua espressione perennemente corrucciata accentuavano quel velo di maturità che non era solo fisica. L’irruenza del carattere a volte le faceva contestare le sue decisioni, ma Shani finiva sempre per sostenere le strategie di Viktor.

“Andrà tutto bene vedrai” disse lei.

“Dimmi che non sto mandando tutti al massacro” fece lui.

“Non lo stai facendo”

“Forse dovrei lavorare sulle mie trappole, se riuscissi a realizzare una sfera immobilizzante, qualcosa che possa intrappolarlo, avremmo una chance”

“Troveremo il modo vedrai. Dopotutto è un Warframe come tutti noi, se trovassimo il suo baccello di Trasferenza ci basterebbe scollegarlo”

“E se non ci riusciamo avrò altre vite sulla coscienza” disse Viktor.

“Non ne hai nessuna” fece Shani, ma lui guardò istintivamente Tris. Tris era quasi l’opposto di Shani, nell’aspetto e nel carattere, benché non mancasse di determinazione. Tris non era rimasta nel Clan tanto per convinzione quanto per senso del dovere, e comprendeva come nessun’altra le angosce che Viktor si portava dietro dal fallito assassinio di Vay Hek, costato la vita a cinque di loro.

Viktor rientrò nel suo Warframe e le ragazze l’imitarono. Saryn si congedò con un rapido abbraccio.

Trinity indugiò prima di decidersi a parlare, e benché l’elmo non potesse esprimere emozioni, dal modo in cui contraeva le spalle e chinava la testa si capiva che era preoccupata. “Credo che nelle sue visioni Nyx avesse visto qualcosa riguardo allo Stalker. È diventata ancora più cupa e rabbiosa”

“Come Valkyr” sussurrò Vauban “lei e Nyx erano inseparabili…”

“Shani ha ragione, quelle morti non sono sulla tua coscienza, e di certo non è colpa tua se Nyx ha lasciato il Clan”

“Non sono uno che si piange addosso, ma devo ricordarmi ogni fallimento per poter andare avanti. Emma e Nelly sono state uccise dallo Stalker certo, ma sono morte a causa di una guerra che non finisce perché siamo incapaci di vincerla. Perché senza Lotus io non so come vincerla”

“Non andava meglio quando c’era lei. Ricorda il raid su Marte”

“Me lo ricordo infatti”

“Ero lì con te” disse Trinity “non è colpa tua quello che è successo, né mia, e abbiamo portato a casa la pelle. Se avessimo sempre pensato più a restare vivi invece che a vincere le singole battaglie, forse oggi potremmo vincere la guerra”

“Magari non era il nostro destino vincerla” sussurrò Vauban.

“Che ti succede? Tu non ci credi nel destino”

“Comincio a essere stufo Trinity. Forse dare la caccia allo Stalker è una follia” disse Vauban “ma non ho più idee”

“Almeno abbiamo ricucito con gli esuli, e forse c’è una speranza di riuscire a trovarlo davvero. Sembra che Nyx abbia sviluppato la capacità di sentire la Trasferenza attraverso il Void, di percepire e perfino seguire i Tenno attraverso lo spazio”

Vauban tacque, e rimase immobile per svariati secondi.

“L’idea mette i brividi anche a me” disse Trinity.

“Ma potrebbe rintracciare lo Stalker?”

“Torniamo da lei e scopriamolo, tu puoi convincerla”

“Mi considera responsabile per la morte di Valkyr” disse Vauban “mi vomiterà addosso rabbia e insulti come al solito”

“Sai che novità. Anch’io sono sopravvissuta al raid fallito, mi detesta quanto te”

“Allora non siamo i più adatti per riportarla nel Clan”

“Se necessario la prenderemo di peso e la costringeremo a venire con noi”

Vauban tornò a farsi cupo. “Questo è quello che direbbe Saryn, non parlare così solo perché pensi che darei più ascolto a lei, così non sei d’aiuto”

“Scusami… ma sul serio, non farò un altro viaggio nel Void per tornare a mani vuote”

“Allora non dovresti andarci”

Vauban voltò le spalle, stava già imboccando il portello dell’osservatorio quando Trinity disse a voce alta: “mi ha detto anche che faremmo meglio a scollegare l’Excalibur”

“E perché mai? Cosa sa di lui?”

“Ha sentito il suo risveglio”

“Allora c’è davvero un altro Tenno da qualche” per un istante Vauban si sentì sopraffare da un senso di speranza. Se ce n’era ancora uno, potevano essercene altri. “Dovremo perlustrare nuovamente la Luna, da cima a fondo stavolta, non lasceremo niente al caso”

“Inutile: lei dice che non c’è nessuno sulla Luna, perciò non crede che dietro l’Excalibur ci sia un Tenno. Potrebbe essere solo uno spettro: forse senza il controllo dei Tennno, o dei Grineer, i Warframe possono comunque avere una specie di spirito”

“Queste sono vecchie superstizioni. Ci manderò Loki da Nyx, tu ne starai fuori, aggregati a un’altra spedizione per lo Stalker, là sarai utile”

“Decido io se andare in missione col mio ragazzo!” gli gridò dietro Trinity.

“Loki il tuo ragazzo? E lui lo sa?” gridò lui di rimando allontanandosi.

“Vauban sei uno stronzo!”

“Lo so, lo so.”

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