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Stai leggendo: "Nella Terra dei Cani Pazzi" - di Quinto Moro

Capitolo 28

Non aveva neanche ringraziato Ismaele. Non c’era tempo e Lily si augurava che avrebbe capito. Corse su per le scale, rallentando il passo all’ultima rampa prima del pianerottolo all’ingresso dell’appartamento. La porta era socchiusa e vi s’intrufolò silenziosa, diede un’occhiata in giro ma del padre nessuna traccia.

“Andy! Andy!” gridò. Nessuno rispose. Anche di lui nessuna traccia. Ribrezzo e terrore al pensiero che il padre l’avesse portato via, chissà dove e chissà perché. Forse lo stava andando ad abbandonare da qualche parte, forse lo lasciava all’orfanotrofio.

Sentì le mani tremare e chiudendo gli occhi si costrinse alla calma. Forse il padre era solo uscito e Andy s’era nascosto. Tornò ad ispezionare le stanze e la cameretta con più attenzione. Sul cuscino del suo letto un foglio bianco confuso tra le lenzuola: un messaggio. Le lettere erano storte, accavallate tra loro e senza spazi, ma Andy aveva imparato a scrivere più in fretta di lei da piccola, e riusciva ad esprimersi piuttosto bene. Abbastanza da farle piangere tutte le sue lacrime.

 

LILY, IO VADO VIA

VIENI ANCHE TU NELLA TERRA DEI CANI PAZZI

VEDRAI CHE LI’ E’ PIU’ GRANDE E PIU’ BELLO DI QUI

HO PRESO I SEMI QUELLI CHE DICONO GLI AMICI DI PAPA’ CHE FANNO VIAGGIARE E QUANDO LI PRENDEVANO ERANO FELICI

ANCH’IO VOGLIO GIRONZOLARE NELLE TERRE LONTANO LONTANO

VADO DENTRO L’ARMADIO PERCHE’ SE E’ LI CHE VENGONO GLI ORCHI E ANCHE GLI SPIRITI DEI SOGNI ALLORA VUOL DIRE CHE E’ DA LI’ CHE ARRIVANO DALLA TERRA DEI CANI PAZZI

E CI SARANNO UN SACCO DI FOLLETTI E DI BOSCHI DI LA’

E’ COME L’AUSTRALIA VEDRAI SARA’ BELLO E CON UN OCEANO GRANDE

CI SONO ANCORA SEMI ANCHE PER IL TUO VIAGGIO

ANDIAMO VIA

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