Nella Terra dei Cani Pazzi

 

Genere: romanzo fantasy, dark

Pagine: circa 260 pagine in formato libro

Capitoli: 39, COMPLETO

Scritto tra settembre e dicembre 2005 (revisione 2018)

Lily si risveglia nelle oscure Terre dell'Oblio e parte alla ricerca del fratello scomparso verso la Terra dei Cani Pazzi, accompagnata da strane creature, buone e cattive.

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Cos'è la Terra dei Cani Pazzi? Un mondo di follia, innanzitutto. Lo spunto di partenza è molto tipico, una ragazzina sperduta che deve fare i conti con un mondo sconosciuto e pericoloso per salvare il fratellino da non si sa quale orrore.

Niente di originale, giusto? Ma si usa dire che esistono pochi tipi di storie, mentre i modi di raccontarle sono infiniti.

Infanzia: le meraviglie di un luogo spaventoso. Lo scopo di questa storia era anzitutto raccontare il modo in cui l'infanzia possa essere un qualcosa di bello e terribile, che muta la sua forma con la stessa rapidità con cui il sogno muta in incubo e viceversa. Il racconto è strutturato su due livelli: nei capitoli dispari il viaggio verso la Terra dei Cani Pazzi, in quelli pari la vita di Lily e del suo fratellino nel mondo reale.

Un racconto per bambini dunque? Nì. Più no che sì. Narrativa per ragazzi? Forse. Il fatto che la protagonista sia una ragazzina non significa che il racconto sia destinato a un solo pubblico di adolescenti o femminile. Al contrario, ci sono molti passaggi con sottintesi più adatti al pubblico adulto, specie nei capitoli sul mondo "reale", non meno ostile, sporco e cattivo di quello fantastico. E ci sono scene che spero possano conquistare anche gli appassionati della letteratura horror.

Com'è nata la storia? Quando scrissi il racconto nel 2005 non avevo ancora letto "Alice nel Paese delle Meraviglie", benché più o meno conoscessi la trama, e non manca la somiglianza - non voluta - anche col film "Labyrinth" con David Bowie e Jennifer Connelly. Lo vidi nel 2007 o 2008, quando uscì il dvd, ma non è escluso che l'avessi visto da bambino, e che certi dettagli mi siano rimasti a livello inconscio. Devo dire che un po' ci rimasi male trovando certe similitudini, ma non ho mai voluto modificare la struttura iniziale della storia, cercando invece di sviluppare meglio il mondo che avevo in mente, che in gran parte viene da personali ricordi d'infanzia, sogni e incubi.

Ma la vera ispirazione di questo racconto viene da fonti non sospette: il pezzo "Vivere una favola" di Vasco Rossi. Non avevo mai scritto niente sul genere fantasy/fantastico, e ascoltando la canzone mi venne semplicemente voglia di "vivere una favola" attraverso un racconto. Il seme però era già stato gettato chissà quando, perché c'era un file vuoto nel mio pc, che si intitolava "i folletti" e all'interno c'era la frase "dove i folletti uccidono". Il resto era una pagina vuota, e la riempii grazie a quel pezzo di Vasco e alla colonna sonora di Vangelis dal film "Blade Runner" che mi fece compagnia durante tutta la prima stesura. Ci sarebbe poi "Tideland" il film di Terry Gilliam del 2005 che però vidi solo due o tre anni più tardi (povero Terry, sempre in guerra per la distribuzione dei suoi film), ed anche questo mi diede un'altra legnata - ma anche una lezione - perché il mondo del film non era tanto lontano dalla mia idea di una "Terra dei Cani Pazzi". Gilliam è uno dei miei Autori preferiti - chiamarlo regista è riduttivo - e mi ha spronato ad essere più diretto nelle scene cruente e usare meno "filtri", perché a dispetto dell'aura da favola, non volevo un racconto per bambini e nelle revisioni successive Tideland ha forse avuto una certa influenza.

* * * Nota grammaticale: in questo - come in altri racconti su questo sito - nei dialoghi in prima persona la sintassi e l'uso di alcuni verbi può essere volontariamente scorretto, come l'uso di alcuni tempi al passato in alternativa ai congiuntivi, o forme derivate da un'alterazione dell'italiano, col vizio di costruzioni dialettali di diverse parti d'Italia. Ciò avviene per amore di coerenza, perché bambini di 6 o 10 anni non possono parlare come professori, né personaggi adulti di cui si vuole sottolineare una bassa estrazione sociale, o un atteggiamento grossolano e arrogante. Questo espediente viene utilizzato volontariamente in alcuni i dialoghi e nei pensieri in prima persona indicati in corsivo. Se doveste incontrare un errore in altre parti (come nelle descrizioni) potrebbe trattarsi di una svista o di un vero errore (non voluto). In ogni caso, se doveste trovare una frase poco comprensibile o un errore potete segnalarlo nei commenti e provvederò a correggere. 

© Il Cantastorie Stonato - Racconti online by Quinto Moro
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